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Quello che spaventa di più le Aziende sul fronte privacy? Il
documento programmatico sulla sicurezza (Dps). Questa la sintesi che
emersa durante l’incontro che la triade, Iomega, 3Com e Algol, ha
organizzato presso l’Algol Solution Centre OpenLab per mettere i
puntini sulle ‘i’ del provvedimento relativo alla tutela dei dati
sensibili, in sintesi, il decreto legislativo (dlgs) 196 del 2003.
Le tre realtà hanno parlato, in particolare, di come sia
maggiormente vulnerabile la piccola e media impresa ma, al contempo
hanno gettato acqua sul fuoco sostenendo come le Aziende debbano
“vedere in termini positivi questa legge, magari installando un
firewall”, dicono Giulio Galetti, technical director di 3Com e
Giacomo Mosca, key account manager resellers di Iomega International.
Oppure ancora, come ha suggerito Marco Agnoli, responsabile del
programma sicurezza di Microsoft Italia, “la prima cosa da fare è
tenere costantemente aggiornato il software”.
Sulle difficoltà che potrebbero creare qualche preoccupazione per le
Aziende, Galetti rimanda al sito
www.garanteprivacy.it dove è pubblicata una guida e un fac
simile di modello Dps relativamente semplice. Sia Iomega sia 3Com
lanciano un monito d’allarme contro i cosiddetti venditori di fumo e
contro quelle realtà che presentano e commercializzano template
precompilati. “Vale quello esposto nel sito del garante che è pure
gratuito”, ribadiscono Mosca e Galetti. Ma le parole che possono
mandare in tilt le aziende e in particolare i piccoli imprenditori
titolari di aziende microscopiche, anch’esse soggette alle norme di
questo provvedimento legislativo, sono: sanzione e pena. Da tenere
presente in particolare l’articolo 2050 del codice civile,
richiamato dall’articolo 15 del dlgs 196/2003, che afferma:
“chiunque apporta danni a seguito della errata gestione dei dati è
tenuto a risarcire i danneggiati ai sensi dell’art. 2050 c.c.”.
Inoltre, ricorda il Centro Studi Privacy che “l’attività di
trattamento dei dati personali è qualificata dalla magistratura
ordinaria di merito come attività pericolosa, disciplinata dal
codice civile”. Quindi entra in ballo l’inversione dell’onere della
prova, ciò siginifica che in caso di richiesta di risarcimento da
parte del soggetto che si ritiene leso dalle modalità di trattamento
dei propri dati, il titolare del trattamento è tenuto a provare di
avere adottato tutte le misure idonee a evitare il danno. Allora che
fare per evitare le sanzioni? Le aziende dovranno attrezzarsi a
livello informatico e, in particolare, utilizzare un sistema di
autenticazione informatica, adottare una procedura di gestione delle
credenziali di autenticazione, utilizzare un sistema di
autorizzazione; dotarsi di un firewall per la protezione degli
strumenti elettronici e dei dati rispetto a trattamenti illeciti,
accessi non consentiti e a determinati programmi informatici e,
infine, adottare procedure per la custodia di copie di sicurezza, il
ripristino della disponibilità dei dati e dei sistemi: in due parole
un sistema di back up. Un occhio dunque anche allo storage. E Iomega
propone: sistemi Nas per l’archiviazione online e il back up
disk-to-disk (gestione utenti e permessi), Rev per il back up e il
disaster recovery e Rev password protection e automatic back up pro
per la security. Due modelli di sicurezza per Aziende e piccoli
uffici di professionisti nella visione di Adhersis Italia, la
società che si occupa della salvaguardia online dei dati e della
sicurezza informatica: protezione attiva e sicurezza passiva.
“Gran parte della sicurezza - dice Leonardo Tognoni, amministratore
delegato - oggi viene scambiata o veicolata come logica di
protezione perimetrale. Per noi, il concetto di sicurezza passiva è
legato alla tutela dei dati sensibili. A oggi i clienti non
comprendono realmente il concetto di sicurezza come differenziazioni
e problematiche, ma dalle necessità a livello base. Le Aziende
quando pensano alla tutela della sicurezza pensano immediatamente
alla scatola del firewall. Il nostro approccio alla clientela è
inizialmente di tipo consulenziale. Facciamo una breve analisi del
rischio assieme ai responsabili dello studio professionale o
all’amministratore dell’azienda”.
Anche Microsoft è scesa in campo, organizzando ad hoc un workshop
per illustrare ai professionisti it i giusti passi da compiere nel
campo della sicurezza. E a proposito di nuove soluzioni, Microsoft
ha ricordato il lancio di Windows server pack 2 e una nuova versione
di firewall. “Nelle Aziende la preoccupazione maggiore - spiega
Agnoli - risiede nella capacità di fare business più che al proprio
sistema it, quindi, non vogliono che la sicurezza vada a scapito
degli affari”.
Ecco allora gli strumenti per la sicurezza di Microsoft Office 2003:
back up e ripristino automatico dei file in uso in occasione di
crash di sistema; autoriparazione dei file in uso se danneggiati o
in caso di impossibilità a riparare estrazione dei dati recuperati;
ripristino automatico delle applicazioni in caso di
malfunzionamenti; protezione dall’accesso indesiderato a e-mail e
documenti o parti di esse mediante password con crittografia fino a
128 bit; protezione dei documenti e e-mail da manomissioni rispetto
all’originale, attraverso firma digitale; protezione contro virus
negli script; firma digitale che assicura che i componenti software
non siano stati manomessi.
(CRN del 05/09/04) |